Casa del Sole

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“CASA DEL SOLE “è una struttura di accoglienza residenziale che, pur garantendo accoglienza di tipo familiare, è caratterizzata da uno spiccato intervento educativo di carattere professionale. La struttura nasce dalla volontà di offrire sostegno e punti di riferimento a gestanti, madri con figli a carico che si trovino involontariamente o temporaneamente in stato di abbandono e disagio sociale grave o siano vittime di violenza e maltrattamento familiare, sostenendone la genitorialità e stimolandone l’autonomia. L’obiettivo finale e principale per tutte le ospiti è sicuramente il reinserimento nella società attraverso il reperimento di un impiego che dia autosufficienza economica nonché l’individuazione di una sistemazione abitativa autonoma.

Gli educatori e l' équipe sono punto di riferimento imprescindibile per ogni ospite, guidano e coordinano un gruppo di lavoro composto da diverse figure professionali: psicologi, assistenti sociali, educatori e ausiliari, che interagiscono con le ospiti accolte. Per i loro bambini/e una équipe socio-educativa affronta con progetti individualizzati i bisogni/esigenze di ogni singolo minore.
Le educatrici lavorano in rete con i servizi sociali di residenza, il Centro anti violenza, i Carabinieri e tutti gli enti coinvolti a diverso titolo nel supporto delle donne e se ci sono, dei loro figli.

Accogliere una madre vittima di violenza significa anche occuparsi con particolare cura e premura dei suoi figli. I bambini che vengono accolti in struttura sono spesso vittime di violenza assistita e devono ricostruire la propria esistenza in un ambiente nuovo e sconosciuto, lontano dal padre, dai famigliari e dagli amici. Una nuova scuola, delle nuove presenze adulte, nuovi riferimenti.
Tutta l' attenzione dell' équipe è posta, in questa prima fase, a consentire ai minori di ambientarsi prestando ascolto e osservando i dettagli del loro comportamento per cercare di rispondere anche ai bisogni inespressi. Le educatrici collaborano con la pediatra per approfondire anche l' aspetto di salute e benessere e si attivano qualora fossero necessari approfondimenti. Di natura prioritaria è anche il collegamento con la scuola per consentire il più rapido inserimento possibile. Si occupano inoltre del loro benessere generale cercando di garantire occasioni di svago e possibilità di spendere il tempo in maniera spensierata e costruttiva ad esempio organizzando la frequenza all’attività sportiva o il supporto da parte di terapeuti/professionisti dell’infanzia.

L' équipe collabora e si attiva inoltre per garantire il diritto alla visita da parte del genitore allontanato; se il decreto del tribunale dei minori lo prevede, le educatrici accompagnano o garantiscono lo spazio protetto, occasione di incontro con il padre o con eventuali altri famigliari. Tale delicato momento è un diritto riconosciuto al padre ma è anche un diritto dei figli che, in presenza di personale qualificato in grado di tutelare il minore, sono supportati nell’interagire con il genitore.
Il personale della struttura si occupa dell’accompagnamento del minore al luogo dell’incontro garantendo il sostegno necessario nella fase precedente e iniziale ma anche al termine dell’incontro quando dopo il congedo, possono affiorare sentimenti contrastanti e difficili da comprendere e contenere.

La donna sarà chiamata a sottoscrivere il suo PSEI (progetto socio educativo individualizzato) proprio perché gli obiettivi del percorso saranno sin dall’inizio pensati e condivisi dall’ospite che non può che essere protagonista del suo percorso di emancipazione. Ciascuna donna lavorerà per la propria identità e per il proprio progetto di vita supportata dalle educatrici per il potenziamento dei singoli aspetti di fragilità. Aspetto comune alla maggior parte delle donne che vengono accolte in struttura sono la mancanza di un’indipendenza economica e di una soluzione abitativa; per questo le educatrici aiutano la donna nel difficile percorso di analisi e approfondimento della propria condizione fino a stendere un curriculum vitae che è anche e spesso occasione di ripensamento di sé. Segue l’accompagnamento o semplicemente lo sprono e l’incoraggiamento alla ricerca di impiego e alle eventuali fasi successive per l’attivazione di contratti lavoro.
E’ solo al termine di un percorso (i cui tempi sono condivisi con i servizi sociali del comune di residenza) fatto di dubbi, cadute, risalite, scoperte, traguardi, sconfitte e nuove consapevolezze che si affianca la donna nel reperimento di una soluzione abitativa autonoma e la si prepara al congedo.

Si chiude dunque un iter che inizia spesso dalla messa in protezione della donna o di un piccolo nucleo mono genitoriale ma che nel corso del tempo manifesta fragilità e bisogni che necessitano la messa in campo di risorse specifiche.